Nasce Garfagnana editrice

Tanti libri in Garfagnana con una nuova casa editrice

Nasce a Castelnuovo una nuova casa realtà editoriale: “Garfagnana editrice” legata alla storia, alla tradizione, alle virtù di un luogo.
Garfagnana editrice è identità di una valle intera. Perché l’identità è veramente l’unico valore reale che una comunità possiede. Valore scolpito, disegnato, intarsiato dalle generazioni precedenti, che hanno fatto della Garfagnana una terra unica. Un’isola di pietra e poggi, di lavoro e tenacia, di coraggio e caparbietà che deve tradursi in libri da spargere nel mondo come semi.
Garfagnana editrice intende raccogliere il testimone del tempo, conservando a memoria perenne le lettere, le parole, che più di ogni altre aiutano il mondo a riconoscere una terra buona da una cattiva. In buona sostanza la nuova casa editrice vuole costruire in valle una “industria culturale” fatta di libri, eventi, workshop, festival e feste.
Giovanni Pascoli quando giunse nel 1895 si innamorò delle guglie irte e selvagge delle Alpi Apuane e dei morbidi profili degli Appennini. Osservò il Serchio, irruento e giocoso alla sua sorgente, placido e rigoglioso nel suo cammino verso il mare. E percorrendo la strada che lo portava a Castelvecchio disse: “qui c’è Bello e c’è Buono, ed è qui che voglio restare”.
Garfagnana editrice lavora sull’identità ed è riconoscibile per il carattere tipografico, per la carta, per le immagini di copertina, per la grafica, per l’eleganza delle sue edizioni.
Direttore editoriale è Andrea Giannasi e il sito internet è www.garfagnana-editrice.it
Garfagnana editrice è ogni cittadino della terra che si affaccia sul Serchio, solo modestamente mansueto, pronta a disegnare nel mondo un nuovo disegno letterario.
Garfagnana editrice intende pubblicare tre o quattro titoli ogni anno, curando le edizioni nei minimi dettagli. I volumi saranno rilegati a filo, con carta avorio e un carattere tipografico espressamente dedicato.
Importante per noi sarà lavorare in Garfagnana ma anche e soprattutto portare i libri delle nostre collane fuori dalla valle per valorizzare il nostro lavoro. Questo percorso di diffusione sarà garantito da alcuni distributori nazionali e dalla partecipazione ad eventi letterari, Fiere dei libri e Festival letterari.
Il nostro primo obiettivo sarà partecipare al Salone Internazionale del libro di Torino che si terrà presso il Lingotto nel mese di maggio.
Durante questo evento lanceremo la casa editrice a livello nazionale.
Lo scopo è quello di portare la Garfagnana in decine di libreria dalla Sicilia alla Lombardia, facendo conoscere la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione.
Garfagnana editrice, nello stile e nel DNA dei garfagnini quindi sarà un casa editrice in movimento.
La casa editrice si rivolge agli amministratori, ai sindaci, agli enti, agli istituti scolastici, perché si riesca a costruire una sinergia di intenti che possa far unire la cultura letteraria alla cultura del territorio, perché una copia di un libro venduta a Milano o Palermo deve diventare un biglietto da visita per l’intera valle e la sua economia.

Garfagnana editrice ha tre collane:
VALLISNERIA dedicata alla saggistica. Il titolo deriva da Antonio Vallisneri nato a Trassilico, scienziato e naturalista, ma soprattutto autore in italiano delle proprie opere. In suo onore, Linneo ha chiamato Vallisneria un genere di piante acquatiche appartenente alla famiglia delle Hydrocharitaceae.
MALEGUZZO dedicata alla narrativa. Il titolo deriva dalla IV Satira di Ludovico Ariosto interamente composta in Garfagnana. “Maleguzzo cugin, che tacciuto abbia nonti maravigliar, ma maraviglia, abbi che morto io non sia ormai di rabbia”.
PERVINCA dedicata alla poesia. Giovanni Pascoli scrisse questa poesia intitolandola Pervinca.

Info e note www.garfagnana-editrice.it
email: garfagnanaeditrice@yahoo.it

Pietro da Talada: il progetto sul maestro del trittico di Borsigliana

Lanciato il progetto su Pietro da Talada il “maestro di Borsigliana” nato da una sinergia tra Prospettivaeditrice, Interrete, Il Giornale di Castelnuovo e la scrittrice Normanna Albertini.

Questo importante artista emerge dal buio dell’oblio nel 1963, quando Giuseppe Ardighi lo attesta come autore del trittico visitabile nella chiesa di Santa Maria di Borsigliana (Piazza al Serchio), opera sino ad allora attribuita a Gentile da Fabriano o ad un pittore di scuola lombardo – valenzana, esponente del gotico internazionale.
Talada viene invece riconosciuta come luogo di origine del pittore quando, in un inventario degli inizi del secolo, viene recuperata la precisa descrizione della Madonna del Bambino di Rocca di Soraggio (Sillano), dove compaiono il nome del committente (Joannes Calesbarius) e la firma dell’autore (Hoc opus f… fieri Joannes Calesblarius de Soragio 1463. Et pictus fuit p. me Petrus de Talata).
Alcune ipotesi vedono il maestro di Borsigliana educato artisticamente in ambito reggiano, spartito tra montagna reggiana e Garfagnana, dove poi ha esercitato. Uno degli aspetti particolari della cultura del pittore è l’accuratezza con cui egli si prodiga nella rappresentazione dei particolari, difficilmente colti dall’osservatore, quindi eseguiti forse per compiacimento personale: le acconciature delle sue Madonne e i particolari degli abiti dei Bambinelli, che ne magnificano la bellezza.

Formano il corpus del pittore le seguenti opere:
Il trittico di Borsigliana “Madonna col Bambino tra i Santi Prospero e Nicola”, noto nella storia dell’arte toscana anche per un furto e un tentativo di esportazione illegale.
“Madonna col Bambino”, oggi a Lucca, nel museo nazionale di Villa Guinigi, proveniente dalla chiesa di Rocca di Soraggio.
“Madonna Assunta”, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Stazzema (Lucca), uno pseudotrittico che si può ammirare sulla parete sinistra dell’altare maggiore, l’opera pittorica più importante della Versilia.
“Madonna col Bambino” della chiesa di Santa Maria di Capraia di Pieve Fosciana, dove Maria insegna a leggere a Gesù tenendo in mano un libro aperto sulla pagina del Magnificat, mentre il bambino unisce vocali e consonanti su una tavoletta di legno.
“Madonna col Bambino” appartenente ad una collezione privata a Firenze.
“Madonna col Bambino tra i santi Lorenzo e Giovanni Battista nel santuario della Madonna del Soccorso, Corfino di Villacollemandina.
“San Giovanni Battista”, facente parte del trittico di Soraggio, acquisito dal museo nazionale di Lucca.
“I quattro santi” di Vitoio Carbongiano, resti di un polittico, rifilati ai margini e ricomposti in un’ancona lignea ai lati di una madonna cinquecentesca.

Le pitture di Pietro sono contrassegnate da stilemi tardo gotici che, ad una lettura superficiale, paiono fuori luogo, dato che già dal secondo decennio del Quattrocento si andava affermando il Rinascimento. Eppure, Pietro non è un’eccezione. Lo storico olandese Johan Huizinga (1872 – 1945) dimostra l’originalità e i caratteri creativi, non solo replicanti, dell’arte (e dell’architettura) gotica di quel periodo. Gentile da Fabriano, così simile a Pietro da Talada, non si limita alla reiterazione del gotico giottesco tradizionale, ma esprime una continua e originale ricerca. Stessa originalità che ritroviamo nelle tavole di Pietro. In quel periodo, inoltre, le piccole corti delle Marche fiorivano di scuole ed opere, in feconda relazione con Bologna e Ferrara (capitale del Ducato estense, di cui la Garfagnana era parte), Venezia e la Lombardia. Tanti maestri delle Marche, insieme ad altri provenienti dalla Spagna e dal Portogallo, operarono nella penisola. In Toscana, tra il 1411 e il 1434, lavorò Alvaro Pires de Évora, portoghese, interessato (come il maestro di Borsigliana) all’umanità e ai caratteri dei personaggi, oltre che alla cura per i dettagli. Anch’egli fa un uso abbondante di oro, azzurrite, rosso garanza (robbia).
Da Firenze partirono i grandi maestri del gotico internazionale: Gherardo Sternina – che ritroviamo in Spagna, a Valencia – e Dello Delli, nominato Cavaliere del re di Castiglia. In un’Italia suddivisa in 13 stati, per la prima volta, dopo molti secoli, non si registrano invasioni straniere. La relativa “pace” permette il fiorire delle arti. Sotto Nicolò III d’Este (1384-1441) Ferrara, capitale del Ducato che tagliava a metà la penisola e che comprendeva la Garfagnana, era diventata un grande centro culturale. Al concilio di Ferrara, nel 1438, il pittore “ufficiale” è Pisanello, al quale Gentile da Fabriano (prima attribuzione del trittico di Borsigliana) , morendo a Roma nel 1427, aveva lasciato gli strumenti da lavoro.

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